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Arte bizantina: La rinascenza macedone
Fotografie Turchia

Le correnti religiose che ritenevano inappropriata la presenza di immagini nelle chiese divennero sempre più radicali: nel 726, l'imperatore Leone III decretò la distruzione in tutto l'impero non solo delle icone, ma anche di ogni rappresentazione della figura umana. Solo l'Italia venne risparmiata.

Durante il periodo dell'iconoclastia rifiorirono le arti decorative. Ne resta un saggio nell'opera dei mosaicisti bizantini che crearono lo schema decorativo fitomorfo nella Cupola della Roccia (685-705) a Gerusalemme ed eseguirono i deliziosi paesaggi della Grande Moschea (706-715) di Damasco. Risalgono a quest'epoca anche i più antichi tessuti bizantini in seta, con motivi ispirati all'antica Persia: importati in Occidente, venivano usati come paramenti d'altare e sudari per le tombe dei santi e dei re.

 

La rinascenza macedone
Gli artisti si riappropriarono delle antiche convenzioni nel dipingere la figura umana drappeggiata, con abiti aderenti al corpo che ne rivelassero le forme e con l'uso del chiaroscuro, che creava l'illusione dello spazio e animava la superficie pittorica.

Le immagini religiose continuavano a essere un'eccezione, essendo costruite per astrazione formale, in modo da salvarne l'interesse visuale attraverso l'elegante intrecciarsi delle linee e l'accostamento dei colori stesi a campiture uniformi, ma suggerendo una superficie solo bidimensionale e quindi incorporea. In tal modo vennero stabiliti dei canoni per la rappresentazione della figura umana rimasti immutati fino a oggi.

In contrasto con le sperimentazioni dell'età giustinianea, il periodo di mezzo fu un'epoca di consolidamento. Furono codificate le tipologie degli edifici a pianta centrale e i temi dei mosaici, in modo da renderli conformi ai dettami e ai riti della fede ortodossa. Uno dei tipi più comuni di chiesa divenne quello a croce greca, con la cupola collocata all'incrocio dei quattro bracci (di lunghezza uguale) e sorretta non più da pennacchi ma da trombe (piccoli archi) inserite ai quattro angoli del quadrato di base.

Architettura religiosa

Lo schema decorativo più tipico di tali chiese si può ricostruire sulla base dei frammentari cicli di mosaici di Hosios Lukas, a Dafni, e di altre chiese greche dell'XI secolo. Esso si basava sulla disposizione dei soggetti in scala d'importanza: i santi minori erano relegati nelle parti inferiori e meno importanti dell'interno dell'edificio; seguivano i santi più venerati, su elementi strutturali portanti; sulle superfici murarie più ampie e vicine alla cupola erano rappresentate scene dei Vangeli e della vita della Vergine; sulle volte trovavano posto i temi legati alla resurrezione, come l'Ascensione di Cristo, e in particolare, su quella del braccio orientale, la Pentecoste.

Più in alto, nella lunetta dorata dell'abside, troneggiava

Chiesa di San Giovanni Kaneo, Ocrida
Chiesa di San Giovanni Kaneo, Ocrida. Encarta
solitaria la Vergine col Bambino; infine, dal centro della cupola si affacciava il busto del solenne Cristo Pantocratore ('Re dell'universo'). In tal modo la chiesa diventava il simbolo del cosmo e tutto l'interno, con la sua gerarchia di immagini sacre, si trasformava in una grande icona tridimensionale.
In scala minore operavano gli orafi, realizzando splendidi oggetti liturgici in oro, argento e smalto cloisonné, tecnica in cui eccellevano, come dimostrano alcune corone (come quella di santo Stefano d'Ungheria) e numerosi reliquiari dell'epoca. "Arte bizantina," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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