Architettura nel mondo antico
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L’antica Mesopotamia, comprendente buona parte dell’attuale Iraq, vide fiorire grandi civiltà: tracce della civiltà assira sono riscontrabili nella città di Khorsabad, edificata in argilla e laterizio durante il regno di Sargon II (722-705 a.C.), e in quelle di Babilonia e di Ur. L’edificio frequentemente associato alla civiltà babilonese è la mitica torre di Babele, la cui realtà storica tuttavia non è avvalorata da prove certe. La tradizionale rappresentazione a spirale di questo edificio è frutto dell’immaginazione del Rinascimento e non ha molto a che vedere coi modelli storicamente attestati nell’arte architettonica della Mesopotamia. |
L’architettura persiana, influenzata dai greci, produsse il maestoso complesso reale di Persepoli (la cui costruzione, voluta da Dario I, fu iniziata nel 518 a.C.) e si espresse anche nelle diverse tombe a blocchi squadrati che si trovano nelle vicinanze, a nord di Shiraz, in Iran. |
La civiltà egizia, sviluppatasi intorno al 3000 ca. a.C., grazie alla stabilità politica delle sue istituzioni sopravvisse a lungo, e le sue tradizioni artistiche e architettoniche non conobbero soluzioni di continuità. Il sistema politico, che conferiva enormi poteri a sovrani e sacerdoti, favorì la realizzazione di grandi opere monumentali, rese possibili anche grazie all’abbondanza di materiali litici (granito, calcare, arenaria). Le strutture più rilevanti sono senza dubbio le piramidi, enormi costruzioni sepolcrali fatte erigere dai faraoni per accogliere le proprie spoglie mortali. La loro origine risale alla mastaba, tumulo in muratura a forma di parallelepipedo, in uso prima della IV dinastia (2680 ca. a.C.); tale elemento si tramutò dapprima in piramide a gradoni, poi in piramide a pareti lisce. |
Le piramidi più significative e meglio conservate sono quelle di Cheope (2570 ca. a.C.) e di Chefren (2530 ca. a.C.) a Giza, presso Il Cairo. Come venissero costruite queste immense strutture non è ancora chiaro: la chiave della spiegazione risiede molto probabilmente nella notevole disponibilità di manodopera e nelle tecniche sviluppate per sollevare i grandi blocchi di pietra. |
Gli egizi eressero anche notevoli complessi templari: entro recinti chiusi erano disposte in successione diverse sale ipostile, in fondo alle quali si trovavano gli ambienti più sacri. L’asse lungo il quale si collocavano simmetricamente gli spazi era spesso scandito da file di sfingi. Nei templi egizi fu introdotto l’uso monumentale del sistema trilitico: colonne massicce supportavano larghi architravi. I più noti templi egizi si trovano lungo il medio corso del Nilo, presso l’antica capitale Tebe. I complessi di Luxor, Karnak e Deir el-Bahri furono edificati tra il XV e il XII secolo a.C., mentre quello di Edfu sorse intorno al III secolo a.C. "Architettura," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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