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L'anatomia dell'elefante
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Le zanne, articolate al cranio, sono una coppia di denti incisivi superiori enormemente sviluppati. Il giovane elefante cambia il primo paio di incisivi tra i 6 e i 12 mesi di età; quelli nuovi, destinati a diventare le zanne, crescono a una velocità di circa 17 cm all’anno. In un maschio di elefante indiano, una zanna può misurare da 1,8 a 2,4 m di lunghezza e da 20 a 45 kg di peso; in un elefante indiano, una zanna è lunga mediamente 1,5 m e pesa 30 kg.

La dentatura è ridotta a 4 molari, uno su ciascun lato delle mascelle; ciascuno di essi è una grossa piastra lunga circa 30 cm e larga 10. Quando si consumano per effetto dell’attrito, i primi quattro molari vengono rimpiazzati da altri più grossi. A circa 40 anni di età scendono in posizione i molari definitivi, che durano per circa 20 anni. Una volta consumata l’ultima dotazione di denti, l’animale, non più in grado di masticare il cibo, può morire di inedia.

Nonostante il peso enorme, gli elefanti si muovono quasi senza fare rumore, con una straordinaria eleganza. Alla base del piede si trova infatti uno spesso cuscinetto di tessuto elastico, che serve ad assorbire il peso e consente all’animale di camminare eretto sulle dita.

Normalmente gli elefanti procedono a una velocità di 6,4 km/h, ma possono raggiungere i 40 durante le cariche. Riescono a guadare facilmente fiumi e laghi, in quanto l’acqua sostiene il loro peso, consentendo loro di nuotare per lunghe distanze senza stancarsi.

Dei cinque sensi, la vista è quello meno efficiente negli elefanti: gli occhi sono piuttosto piccoli e il capo è poco mobile, il che rende il campo visivo assai ristretto. Gli altri sensi sono tutti ben sviluppati. L’organo più sensibile è la proboscide, attiva nel captare dal terreno e dall’aria l’odore del cibo ed eventuali segnali di pericolo. È percorsa in tutta la sua lunghezza dai canali delle narici, che sfociano in una cavità nasale ricchissima di terminazioni nervose.

Elefante africano
Elefanto africano. Encarta
L’efficienza dell’olfatto permette tra l’altro a un maschio di percepire l’odore di una femmina in estro anche a notevole distanza. "Camerun," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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