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1917 : Il ritiro della Russia e le sconfitte italiane

Fotografie Storia
2011-07-17

Lo scoppio, nel marzo 1917, dell’insurrezione popolare contro il governo imperiale portò all’abdicazione dello zar Nicola II. Appena insediato, il governo provvisorio si impegnò a proseguire la guerra, ma la successiva Rivoluzione bolscevica (6-7 novembre, 24-25 ottobre secondo il calendario giuliano) avrebbe portato al ritiro della Russia dalla guerra.

Sul fronte militare, le forze russe al comando del generale Aleksej Brusilov avanzarono sul fronte della Galizia, perdendo successivamente gran parte del territorio conquistato; la controffensiva tedesca ebbe come risultato la conquista di Riga, difesa dal generale russo Lavr Kornilov, di gran parte della Lettonia e di alcune isole russe nel mar Baltico.

Il 20 novembre il nuovo governo offrì alla Germania la sospensione delle ostilità: l’armistizio, che determinò la fine dei combattimenti sul fronte orientale, fu firmato dai rappresentanti di Russia, Austria e Germania il 15 dicembre del 1917.
Le sconfitte italiane

Durante i primi otto mesi dell’anno, nonostante le carenze in uomini, artiglieria e munizioni, le forze italiane al comando del generale Luigi Cadorna proseguirono gli sforzi per sfondare le linee austriache sul fiume Isonzo e conquistare Trieste (decima e undicesima battaglia dell’Isonzo), senza che si producessero risultati di rilievo. L’ultimo trimestre dell’anno fu invece segnato da una decisa offensiva mossa da nove divisioni austriache e sei tedesche, sopraggiunte dall’ormai inattivo fronte orientale: attaccando sulla parte alta dell’Isonzo, riuscirono a rompere le linee italiane, costringendo il contingente a ripiegare disordinatamente sul fiume Piave.

Nella disastrosa battaglia di Caporetto, oltre alle vittime le truppe italiane contarono 300.000 prigionieri e quasi altrettanti disertori, sfiorando la disfatta.

Sull’estrema linea del Piave venne fermata l’offensiva austro-tedesca, che avrebbe potuto costringere l’Italia alla resa definitiva. In novembre truppe inglesi e francesi giunsero di rinforzo, mentre Cadorna veniva sostituito dal generale Armando Diaz.
L’entrata in guerra della Grecia

Vista la situazione di stallo sul piano delle operazioni militari sul fronte dei Balcani, gli Alleati esercitarono pressioni sul re Costantino I con l’obiettivo di ottenere la sua abdicazione. L’invasione della Grecia fu avviata nel giugno del 1917: il monarca greco rinunciò alla corona in favore del figlio Alessandro ed Eleutherios Venizelos assunse la guida del nuovo governo, dichiarando guerra agli Imperi Centrali il 27 giugno.

In Palestina, sotto il comando del generale Edmund Allenby, gli inglesi spezzarono le linee turche a Beersheba, nel Negev, obbligandole prima a evacuare Gaza (novembre 1917), per poi prendere Gerusalemme (9 dicembre). Nella regione l’anno era stato caratterizzato dalla brillante azione del colonnello Thomas Edward Lawrence (più noto come “Lawrence d’Arabia”), animatore della rivolta araba contro l’impero ottomano. Le truppe arabe da lui guidate presero in luglio il porto di Aqaba, effettuando in seguito diverse sortite contro le linee ferroviarie nella regione dell’Higiaz. Altri successi furono ottenuti dagli inglesi nel corso del 1917 in Mesopotamia, con la presa di Baghdad in marzo e un’avanzata che in settembre li portò ai fiumi Eufrate e Tigri.

"La prima guerra mondiale," © Scritto da e Encarta

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