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I Paesi Bassi ai 15 e 18o secolo

Immagini Paesi Bassi
2011-07-17

Ottenuta l’indipendenza, si aprì per i Paesi Bassi una vera e propria età dell’oro, segnata da una splendida fioritura culturale e da una straordinaria crescita economica. Verso la metà del XVII secolo il paese divenne la prima potenza economica e marittima d’Europa e Amsterdam il principale centro mercantile del continente.

Le esplorazioni oceaniche avevano nel frattempo consentito la creazione di una fitta rete di stazioni commerciali in Africa, nel Sud-Est asiatico e nelle Americhe. Nel 1602 il Parlamento olandese garantì alla Compagnia delle Indie Orientali il monopolio dei commerci con tutti i paesi a est del capo di Buona Speranza in Africa e a ovest dello stretto di Magellano nel Sudamerica. La Compagnia stabilì la propria base operativa nelle Molucche e più tardi a Giava, dove Batavia (l’odierna Giacarta) divenne il centro maggiore. Analogamente venne fondata, nel 1621, una Compagnia delle Indie Occidentali per il controllo del Brasile e del Nordamerica.

Nella guida dell’unione di Utrecht, a Guglielmo I d’Orange era succeduto il figlio Maurizio, al quale subentrò il fratello Federico Enrico. Tutti e tre governarono unitamente agli Stati Generali (l’assemblea dei rappresentanti di ciascuna delle sette province dell’unione) quali “primi servi della Repubblica” con la carica di statolder (governatore). Durante il governo di Maurizio, la repubblica fu divisa da un aspro contrasto tra l’Olanda e le altre province, che vide l’opposizione di due sette calviniste: gli arminiani e i gomaristi.

La rivalità olandese con l’altra maggiore potenza commerciale del mondo, l’Inghilterra, si trasformò in un conflitto militare. Le questioni tra i due paesi furono regolate dalle guerre anglo-olandesi, al termine delle quali gli olandesi persero Nuova Amsterdam (ribattezzata dai vincitori New York) in Nord America, ma acquisirono la Guayana (attuale Suriname).

Dopo la guerra di successione spagnola (1701-1714), nel corso della quale gli olandesi si allearono con gli ex avversari contro la Francia, il potere economico e politico dei Paesi Bassi iniziò a declinare, a causa dell’inarrestabile crescita della potenza marittima inglese e della contemporanea politica espansionistica francese.

Quando Guglielmo III morì senza eredi nel 1702, un suo lontano parente, John William Friso, reclamò e ottenne il titolo degli Orange; nel 1747 suo figlio divenne statolder di tutte le sette province assumendo il nome di Guglielmo IV. Alla fine del XVIII secolo, al partito conservatore che appoggiava la casa d’Orange si oppose il nuovo partito nazionale di tendenze liberali. Col sostegno dei prussiani, i conservatori riuscirono a mantenere il controllo del paese sino al 1795, quando le truppe

federico Orange
Federico Orange
rivoluzionarie francesi lo invasero fondando la Repubblica Batava, modellata su quella francese.

La Repubblica Batava venne trasformata da Napoleone nel 1806 in Regno d’Olanda, annesso nel 1810 all’impero francese; durante il periodo della sottomissione alla Francia, tutti i possedimenti coloniali olandesi in America caddero in mano inglese. Nel 1815 il congresso di Vienna ristabilì l’indipendenza del regno dei Paesi Bassi, includendo nei suoi confini anche i territori belgi.

Questa unione forzata non ebbe successo perché le due regioni erano divenute ormai profondamente differenti per tradizioni, religione, lingua e interessi economici. Nel 1830 i belgi si ribellarono proclamando la loro autonomia; una conferenza tenutasi a Londra fra le maggiori potenze europee nel 1831 formulò le condizioni di separazione, accettate dalle due parti solo nel 1839. "Paesi Bassi," © Scritto da e Encarta

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